Organizzazione non-profit per lo studio dei cetacei residenti tra Milazzo e le Isole Eolie
lunedì 14 dicembre 2009
domenica 13 dicembre 2009
I capodogli del Gargano
foto Ansa
E' ora di pranzo e sono davanti la tv per sentire gli ultimi aggiornamenti, tra i quali quelli riguardanti i 7 capodogli spiaggiati sul Gargano. Al termine del servizio, l'inevitabile accusa giunge da un amico per sms al mio cellulare: "Non si sta facendo nulla per salvarli!!!"...La mia risposta: "No, ma io direi che c'è veramente poco da fare".
Qualsiasi tentativo di riportare in mare i superstiti, o meglio, l'unico attuale superstite (visto che 4 sono già morti e 2 si sarebbero allontanati) sarebbe vano. Sono animali la cui mole rappresenta il primo grosso problema per noi umani, ci vorrebbero delle adeguate attrezzature che non esistono, o forse che tarderebbero ad arrivare, o forse che non potrebbero neanche servire viste le condizioni meteomarine poco favorevoli. Poi, un altro grande problema è rappresentato dal motivo che ha portato allo spiaggiamento in massa dei 7 capodogli, motivo attualmente sconosciuto e che determina l'incertezza di ottenere un risultato positivo nel caso di un ipotetico intervento per riportare i capodogli in mare.
Dunque che si fa? Sembrerebbe crudele ma in questi casi l'eutanasia potrebbe essere l'unica soluzione. Gli animali sono sofferenti, le speranze sono poche, se non pari a zero, per cui perchè farli soffrire?
Ecco che viene fatta richiesta al Ministero dell'Ambiente di un permesso per procedere...Risposta: negativa!
Non esprimo giudizi affrettati a riguardo, dico solo che secondo me dovrebbe esserci una valida motivazione per dire "NO"! Spero di saperne di più e comunque vi terrò aggiornati!
A presto
Aggiornamento: pare che la risposta negativa sia dovuta all'impossibilità di reperire in Italia, il farmaco indicato per procedere all'eutanasia sui capodogli. L'unico metodo che l'Italia potrebbe offrire sarebbe l'utilizzo di colpi d'arma da fuoco, cosa ritenuta inumana dal ministro Prestigiacomo.
Morale della favola: tutto si svolge come di consueto...all'italiana. Restiamo a guardare con le mani in mano!

E' ora di pranzo e sono davanti la tv per sentire gli ultimi aggiornamenti, tra i quali quelli riguardanti i 7 capodogli spiaggiati sul Gargano. Al termine del servizio, l'inevitabile accusa giunge da un amico per sms al mio cellulare: "Non si sta facendo nulla per salvarli!!!"...La mia risposta: "No, ma io direi che c'è veramente poco da fare".
Qualsiasi tentativo di riportare in mare i superstiti, o meglio, l'unico attuale superstite (visto che 4 sono già morti e 2 si sarebbero allontanati) sarebbe vano. Sono animali la cui mole rappresenta il primo grosso problema per noi umani, ci vorrebbero delle adeguate attrezzature che non esistono, o forse che tarderebbero ad arrivare, o forse che non potrebbero neanche servire viste le condizioni meteomarine poco favorevoli. Poi, un altro grande problema è rappresentato dal motivo che ha portato allo spiaggiamento in massa dei 7 capodogli, motivo attualmente sconosciuto e che determina l'incertezza di ottenere un risultato positivo nel caso di un ipotetico intervento per riportare i capodogli in mare.
Dunque che si fa? Sembrerebbe crudele ma in questi casi l'eutanasia potrebbe essere l'unica soluzione. Gli animali sono sofferenti, le speranze sono poche, se non pari a zero, per cui perchè farli soffrire?
Ecco che viene fatta richiesta al Ministero dell'Ambiente di un permesso per procedere...Risposta: negativa!
Non esprimo giudizi affrettati a riguardo, dico solo che secondo me dovrebbe esserci una valida motivazione per dire "NO"! Spero di saperne di più e comunque vi terrò aggiornati!
A presto
Aggiornamento: pare che la risposta negativa sia dovuta all'impossibilità di reperire in Italia, il farmaco indicato per procedere all'eutanasia sui capodogli. L'unico metodo che l'Italia potrebbe offrire sarebbe l'utilizzo di colpi d'arma da fuoco, cosa ritenuta inumana dal ministro Prestigiacomo.
Morale della favola: tutto si svolge come di consueto...all'italiana. Restiamo a guardare con le mani in mano!
sabato 12 dicembre 2009
Sette capodogli spiaggiati sul Gargano "Tre sono ancora vivi"
Quotidiano Net - Sette capodogli spiaggiati sul Gargano "Tre sono ancora vivi"
Ci sarebbero ancora tre capodogli vivi, anche se agonizzanti. È quanto emerso durante il tavolo tecnico che si è concluso poco fa a Cagnano Varano, in provincia di Foggi, alla presenza di biologi e dell’assessore provinciale all’Ambiente, Stefano Pecorella. È stato proprio l’assessore a informare sulle ultime novità delle condizioni dei capodogli spiaggiati sul Gargano.
"Nel corso dell’incontro - ha spiegato l’assessore - i biologi mi hanno riferito che dei sette cetacei quattro sono morti e tre sono agonizzanti, in gravissime condizioni".
Il tavolo tecnico è stato aggiornato a domani mattina quando l’assessore provinciale Pecorella con i biologi e i tecnici si recheranno sulla spiaggia di Capojale per capire come recuperare le carcasse dei cetacei morti. Un recupero importante, emerso nel corso del tavolo tecnico, anche di natura scientifica per capire la cause dello spiaggiamento di massa dei cetacei. Ieri sera, sono stati nove i capodogli che si sono arenati davanti alle coste del Gargano: nella tarda mattinata di oggi due cetacei sono riusciti a prendere il mare aperto e a salvarsi.
"L’episodio dello spiaggiamento dei capodogli lungo le coste pugliesi e’ probabilmente uno dei piu’ gravi degli ultimi anni nel Mediterraneo”: lo dice Fabrizio Bulgarini, responsabile Biodiversita’ del Wwf Italia. “E’ grave sia per il numero di individui coinvolti - aggiunge - sia perché riguarda probabilmente tutti animali adulti considerato il peso di 15 tonnellate, e sia perché riguarda la specie di maggiori dimensioni tra gli Odontoceti, ovvero le ‘balene con i denti’, come appunto il Capodoglio, l’Orca e i delfini”
E intanto Greenpeace accusa: "Ben poco si è potuto fare’ e nulla viene fatto per proteggerli. Si tratta di un evento straordinario non solo per l’Italia, ma unico probabilmente nel Mediterraneo: non comune non solo la presenza di tali animali in questo periodo dell’anno nell’area, ma soprattutto il loro spiaggiamento massivo".
Ci sarebbero ancora tre capodogli vivi, anche se agonizzanti. È quanto emerso durante il tavolo tecnico che si è concluso poco fa a Cagnano Varano, in provincia di Foggi, alla presenza di biologi e dell’assessore provinciale all’Ambiente, Stefano Pecorella. È stato proprio l’assessore a informare sulle ultime novità delle condizioni dei capodogli spiaggiati sul Gargano.
"Nel corso dell’incontro - ha spiegato l’assessore - i biologi mi hanno riferito che dei sette cetacei quattro sono morti e tre sono agonizzanti, in gravissime condizioni".
Il tavolo tecnico è stato aggiornato a domani mattina quando l’assessore provinciale Pecorella con i biologi e i tecnici si recheranno sulla spiaggia di Capojale per capire come recuperare le carcasse dei cetacei morti. Un recupero importante, emerso nel corso del tavolo tecnico, anche di natura scientifica per capire la cause dello spiaggiamento di massa dei cetacei. Ieri sera, sono stati nove i capodogli che si sono arenati davanti alle coste del Gargano: nella tarda mattinata di oggi due cetacei sono riusciti a prendere il mare aperto e a salvarsi.
"L’episodio dello spiaggiamento dei capodogli lungo le coste pugliesi e’ probabilmente uno dei piu’ gravi degli ultimi anni nel Mediterraneo”: lo dice Fabrizio Bulgarini, responsabile Biodiversita’ del Wwf Italia. “E’ grave sia per il numero di individui coinvolti - aggiunge - sia perché riguarda probabilmente tutti animali adulti considerato il peso di 15 tonnellate, e sia perché riguarda la specie di maggiori dimensioni tra gli Odontoceti, ovvero le ‘balene con i denti’, come appunto il Capodoglio, l’Orca e i delfini”
E intanto Greenpeace accusa: "Ben poco si è potuto fare’ e nulla viene fatto per proteggerli. Si tratta di un evento straordinario non solo per l’Italia, ma unico probabilmente nel Mediterraneo: non comune non solo la presenza di tali animali in questo periodo dell’anno nell’area, ma soprattutto il loro spiaggiamento massivo".
venerdì 11 dicembre 2009
2a campagna di monitoraggio alle Isole Eolie - Anno 2010 -

Studio sui capodogli
Date:
1-7 Maggio 2010
8-14 Maggio 2010
15-21 Maggio 2010
ATTIVITA' DI RICERCA:
Nel 2010 l'ADR avvierà la sua 2a campagna di monitoraggio cetacei alle isole Eolie.
Continueremo ad occuparci di sensibilizzazione sulle problematiche riguardanti i cetacei, conseguenza dell'eccessivo impatto delle attività umane sull'ambiente marino, continueremo la raccolta di dati sugli avvistamenti effettuati durante le nostre escursioni, ma quest'anno con un particolare riguardo ai capodogli, sondando aree in cui è possibile localizzare con maggiori possibilità questi giganti del mare.
Attraverso delle lezioni a bordo, i partecipanti saranno messi nelle condizioni di distinguere le varie specie di cetacei presenti nel Mediterraneo, verranno coordinati per imparare le tecniche di osservazione e la foto-identificazione, metodo di studio non invasivo.
Posti disponibili a bordo: 4 max per ciascuna settimana
Cabina uso singolo: 650 €
Cabina doppia per due persone: 500 € a persona
Partenza da Milazzo
Incluso nel prezzo: adesione all'associazione, contributo alla ricerca, utilizzo attrezzatura di bordo, cambusa e carburante (I costi di cambusa e carburante devono rientrare nei costi previsti per la settimana e sono già inclusi nel prezzo. In caso di spese aggiuntive, la quota andrà divisa tra i partecipanti).
Date:
1-7 Maggio 2010
8-14 Maggio 2010
15-21 Maggio 2010
ATTIVITA' DI RICERCA:
Nel 2010 l'ADR avvierà la sua 2a campagna di monitoraggio cetacei alle isole Eolie.
Continueremo ad occuparci di sensibilizzazione sulle problematiche riguardanti i cetacei, conseguenza dell'eccessivo impatto delle attività umane sull'ambiente marino, continueremo la raccolta di dati sugli avvistamenti effettuati durante le nostre escursioni, ma quest'anno con un particolare riguardo ai capodogli, sondando aree in cui è possibile localizzare con maggiori possibilità questi giganti del mare.
Attraverso delle lezioni a bordo, i partecipanti saranno messi nelle condizioni di distinguere le varie specie di cetacei presenti nel Mediterraneo, verranno coordinati per imparare le tecniche di osservazione e la foto-identificazione, metodo di studio non invasivo.
Posti disponibili a bordo: 4 max per ciascuna settimana
Cabina uso singolo: 650 €
Cabina doppia per due persone: 500 € a persona
Partenza da Milazzo
Incluso nel prezzo: adesione all'associazione, contributo alla ricerca, utilizzo attrezzatura di bordo, cambusa e carburante (I costi di cambusa e carburante devono rientrare nei costi previsti per la settimana e sono già inclusi nel prezzo. In caso di spese aggiuntive, la quota andrà divisa tra i partecipanti).
lunedì 23 novembre 2009
Una simpatica iniziativa...pronto soccorso per peluche
"Nasce il primo pronto soccorso per...peluche". Verrebbe da farsi due dolci risate e dire..."no, non ci credo". Eppure è tutto vero. Al parco Zoo di Napoli nasce il primo pronto soccorso al mondo per animali di peluche.
Una bella iniziativa per ricordare ai grandi che i bambini sono sensibili, che vanno rispettati, così come loro hanno rispetto dei loro peluche, curandoli e amandoli. Aggiustare i peluche sarà totalmente gratuito e a spese del parco. Durante l'iniziativa ogni bambino riceverà l'attestato di "AMICO DEGLI ANIMALI" (contenente le regole base per amare e rispettare gli animali). Testimonial dell'evento sarà la piccola Wanda, una leoncina ospite nel parco, che ha da poco terminato lo svezzamento, e sarà presentata per la prima volta al pubblico.
In realtà l'iniziativa non è del tutto originale, qualche mese fa a Moncalieri, vicino Torino, fu avviato l'"ospedale dei pupazzi".
sabato 21 novembre 2009
Animali in scatola...
Restando in tema di maltrattamenti di animali (vedi post precedente), propongo per chi non l'avesse ancora visto, un video andato in onda a Striscia la Notizia qualche settimana fa.
Cliccate su link:
http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoflv.shtml?2009_10_stop1.flv
.....
.....
.....
La notizia purtroppo non mi era affatto nuova.
Mesi fa, casualmente, mi trovai a navigare su un sito internet che proponeva l'acquisto di vari articoli: acquari, terrari, libri e riviste, cibo per animali...fin qui tutto regolare se non fosse che gli "articoli" proposti diventavano sempre più "impegnativi"...tartarughe terrestri, tartarughe d'acqua, anfibi e rettili di vario tipo. Chiaramente la prima sensazione è stata quella di andare a verificare le modalità con cui certe transizioni venivano effettuate. Spedizioni con corrieri a costi veramente competitivi, insomma il vostro "pacchetto" poteva arrivare direttamente a casa vostra come un oggetto qualsiasi, magari insieme alla bolletta del mese.
Semplicemente vergognoso!
Comunicai subito a chi di dovere quello che avevo trovato sul web, non so come andò a finire, fatto sta che attualmente lo stesso sito proprone ugualmente la vendita di animali con acquisto e pagamento online, con la differenza che gli animali adesso vanno ritirati direttamente in sede.
In realtà bisognerebbe verificare che la vendita sia regolare e che effettivamente avvenga come indicato (perchè pagare online se poi ritiro l'animale di persona????). Il lavoro svolto da Striscia è sempre straordinario, con i giusti mezzi e le giuste possibilità, finalmente qualcuno opera in modo concreto per i nostri amici animali e soprattutto, certa gente ha un motivo in più per farsela nei pantaloni.
venerdì 20 novembre 2009
Non c'è mai fine alla stupidità...umana!
"BARI: AVEVA IN CASA TARTARUGA CARETTA CARETTA DISIDRATATA, DENUNCIATO".
Inizialmente mi convinco che si tratta di una assurdità, non può essere che la stupidità umana arrivi a tanto, purtroppo però la foto che accompagna l'articolo mi fa subito ricredere. Un pescatore di Bisceglie è stato denunciato per maltrattamento di animali e violazione delle direttive internazionali, in quanto deteneva all’interno dell’abitazione una tartaruga Caretta caretta
Questi i dettagli sul povero esemplare:
LA TARTARUGA SEGREGATA
L' indagine ha accertato che la tartaruga era segregata presso l'abitazione del 65enne, situata nel centro cittadino, dove giaceva bloccata da una corda legata al collo. L'esemplare, di sesso femminile e delle dimensioni di 49x48 centimetri per un peso di circa 25 chilogrammi, era visibilmente sofferente ed è stato affidato al CRAS di Molfetta gestito dal WWF, che grazie all'opera dei volontari è stato trasportato presso il centro specializzato per le operazione di primo soccorso seguendo la procedura standard, che prevede l'uso di idonei contenitori.
Domanda:
E' mai possibile ignorare del tutto la sofferenza di un altro essere vivente, come in questo caso, allontanandolo dal proprio habitat e costringendolo ad una condizione contro natura? Purtroppo si, ma non finirò mai per abituarmici.
Iscriviti a:
Post (Atom)